Palermo

“Vengonvi da tutte le parti i viaggiatori e i trafficanti delle città e delle metropoli, i quali tutti ad una voce la esaltano, attestano la sua grande importanza, lodano la sua splendida bellezza, parlano delle sue felici condizioni”.

Con queste parole il geografo arabo Muhammad al-Idrisi descriveva Palermo nel XII secolo, una città che già all’ora aveva alle spalle secoli di storia, come testimoniano i graffiti mesolitici della grotta dell’ Addaura dove possiamo ammirare figure antropomorfe che partecipano a riti ancestrali.

I primi insediamenti stabili si hanno intorno al VII secolo a.C. quando mercanti Cartaginesi si insediarono sulla penisola fra i due fiumi, Kemonia e Papireto, qui crearono il loro emporio. Proprio l’orografia del sito diede il nome alla città: Panormus, dal greco tutto porto,  che segnò il futuro della città quale crocevia di scambi commerciali e culturali del Mediterraneo.

La rinascita della città si ebbe con l’arrivo degli arabi nel IX secolo i quali edificarono meravigliose moschee e fastosi palazzi dove gli emiri, tra agrumeti e limpide acque, trovavano refrigerio dalla calura estiva.

Questi edifici sono: Palazzo dei Normanni con la Cappella Palatina, la Cattedrale di Palermo, il complesso di San Giovanni degli Eremiti, le chiese di Santa Maria dell’Ammiraglio e di San Cataldo, il ponte dell’Ammiraglio e il palazzo della Zisa.

L’UNESCO ha designato tali manufatti architettonici (insieme alle cattedrali di Cefalù e Monreale) come simboli dell’integrazione e della convivenza tra i popoli che fu quasi un unicum in un periodo spesso caratterizzato da conflitti ideologici e religiosi.

Nell’arte arabo normanna si fondono coerentemente elementi bizantini, arabi e normanni che giungono a toccare vette artistiche di straordinario splendore.

Uno dei più fulgidi esempi di questa koinè artistica lo ritroviamo nella Cappella Palatina, che Re Ruggero II volle consacrare nel 1140 ai santi Pietro e Paolo, servendosi delle maestranze bizantine per i mosaici e musulmane per la realizzazione del soffitto ligneo detto a muqarnas; a detta di Guy de Maupassant Ruggero II creò:

“La più bella chiesa del mondo, il più sorprendente gioiello religioso sognato dal pensiero umano”

La teatralità è insita nell’animo della città, dall’arte dell’opera dei pupi alla monumentalità dei teatri ottocenteschi, Politeama e Massimo. Su quest’ultimo campeggia la famosa epigrafe di Camillo Finocchiaro Aprile:

“ L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a prepar l’avvenire”

Proprio questa frase rivela l’anima di Palermo, un’anima multiforme che continua a rinnovarsi ancora oggi grazie alla street art che nei quartieri del centro storico aggiunge un’altra tessera a quel meraviglioso mosaico che è Palermo.

Allo stesso tempo il più stretto collaboratore di Re Ruggero, l’ammiraglio Giorgio d’Antiochia, edificava altri due monumenti di eccezionale valore: il ponte dell’Ammiraglio, sotto il quale un tempo scorreva il fiume Oreto (che nel novembre del 2018 è stato votato come luogo del cuore del FAI per una prossima bonifica) nonché teatro della vittoria garibaldina sulle truppe borboniche; l’altro edifico è la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, detta anche la Martorana, che il guerriero antiocheno eresse in segno di riconoscenza per le innumerevoli vittorie conseguite sul mediterraneo. Questo tempio mariano, la cui architettura esterna ricalca stilemi mediorientali, all’interno è decorato magnificamente da opere musive bizantine che ripercorrono la vita della madre di Dio, la cui magnificenza impressionò a tal punto il viaggiatore musulmano Ibn Jubayr che nel 1184 così scriveva:

“Questo edificio ci offrì una vista che manca la parola a descriverla ed è forza tacerne, perché questo è il più bel monumento del mondo”   

C.I.T.

I C.I.T. – centri di informazione turistica, sono centri di accoglienza e informazione sia per i turisti in visita a Palermo, che per i cittadini alla scoperta della propria città.

Il personale dei C.I.T. è formato da operatori qualificati che sono in grado in tutte le lingue europee (inglese, francese, spagnolo e tedesco) di:

  • fornire materiale cartaceo quale cartine,mappe, depliants, brochures e informazioni su tutti i siti di interesse turistico- culturale (monumenti, chiese, palazzi storici, teatri e musei)
  • proporre itinerari turistici predisposti ad hoc secondo le esigenze del visitatore;
  • fornire indicazioni sulla programmazione degli eventi della città
  • fornire informazioni sulla mobilità cittadina e la presenza di attività commerciali, farmacie di turno in zona, ecc.

I C.I.T. sono dislocati in punti sensibili della città che, per la loro posizione, rivestono un particolare interesse turistico.

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